martedì 25 marzo 2008

Pirandello e Bowen


Non già, badiamo, ch'io opponessi volontà a prendere la via per cui mio padre m'incamminava. Tutte le prendevo. Ma camminarci, non ci camminavo. Mi fermavo a ogni passo; mi mettevo prima alla lontana, poi sempre più da vicino a girare attorno a ogni sassolino che incontravo, e mi meravigliavo assai che gli altri potessero passarmi avanti senza fare alcun caso di quel sassolino che per me intanto aveva assunto le proporzioni di una montagna insormontabile, anzi d'un mondo in cui avrei potuto senz'altro domiciliarmi.
Ero rimasto così, fermo ai primi passi di tante vie, con lo spirito pieno di mondi, o di sassolini, che fa lo stesso. Ma non mi pareva affatto che quelli che m'erano passati avanti e avevano percorso tutta la via, ne sapessero in sostanza più di me.
M'erano passati avanti, non si mette in dubbio, e tutti braveggiando come tanti cavallini; ma poi, in fondo alla via, avevano trovato un carro: il loro carro; vi si erano attaccati con molta pazienza, e ora se lo tiravano dietro. Non tiravo nessun carro, io; e non avevo perciò ne' briglie ne' paraocchi; vedevo certamente più di loro; ma andare, non sapevo dove andare.

da Uno, Nessuno e Centomila


attrezzatura da campagna di Norman L. Bowen, uno dei pionieri della geologia. Foto presa qui

2 commenti:

gaz ha detto...

Bello, veramente bello questo brano di Pirandello. Da leggere con attenzione e magari rileggere..
Per quanto riguarda Bowen, mi era sconosciuto, ma anche questo è un "mondo" affascinante...
Ciao e buona giornata

ertnas ha detto...

ciao gaz
... rileggere soprattutto. l'avevo letto al liceo (costretto) e avevo imparato a odiarlo.

per quanto riguarda bowen... beh ognuno ha gli idoli che si merita.. eheh